Appena la vedo parcheggiata lì davanti al garage capisco subito che la Benelli BKX 125 non è la solita moto ottavo di litro “di passaggio”. Ha una presenza che incuriosice e affascina. Sembra uscita da un fumetto cyberpunk, eppure ricorda qualche modello iconico di moto “tuttofare” di fine anni 80 e inizio 90. Le linee sono tese, spigolose, e quel gruppo ottico anteriore con le luci diurne verticali sembra quasi voler dire: sono piccola, ma faccio sul serio.

Salgo in sella. La posizione è dominante. Non mi sento “appollaiato” su una bicicletta a motore, ma inserito dentro la moto. Il manubrio è largo, le pedane sono al posto giusto. Giro la chiave e il display LCD si anima con una grafica pulita ed essenziale.

Primi metri: contesto Urbano

Schiaccio il bottone di messa in moto e il motore monocilindrico prende vita con un battito sommesso. Al minimo gira educatamente, ma appena dò un colpo di gas sento una vivacità piena, promettente.

Ingrano la prima e mi immetto nel caotico traffico cittadino quotidiano. Tra le auto, in coda, la Benelli BKX 125 rivela le sue prime doti: è stretta, agilissima e il peso sembra svanire appena le ruote girano. Mi ritrovo a danzare tra le corsie cittadine con grande facilità, la moto sguscia che è un piacere tra le automobili e gira in un fazzoletto d’asfalto . Il motore ha una “schiena” ai bassi che non ti aspetti da un 125. Nelle ripartenze al semaforo non devo sfrizionare come un ossesso. La moto scatta pronta.

La vera sorpresa sono le sospensioni. Appena ho affrontato un tratto di pavé sconnesso mi aspettavo un colpo secco alla schiena, invece la forcella a steli rovesciati e il mono posteriore hanno assorbito tutto con una compostezza degna di una moto di cilindrata superiore. Molto “bene Benelli!”

Fuga dalla Città: le Curve

Ho voluto vedere quanto “ne ha” davvero: a gas spalancato il limitatore entra in gioco con dolcezza, ma è chiaro che questa moto ama i medi regimi più degli allunghi estremi. Essendo una crossover minimalista, la protezione aerodinamica è limitata. Fino agli 80-90 km/h l’aria è un piacere, ti rinfresca. Quando spingo al massimo l’aria addosso si sente tutta. Ma fa parte del gioco: sei tu contro il vento. Punto diretto verso le colline e la strada si apre e inizia a salire. Chiedo tutto al piccolo motore da 15 CV (il limite di legge, certo, ma sembrano tutti presenti all’appello). È un monocilindrico, ha il suo carattere e vibra abbastanza poco. Soltanto in prossimità della zona rossa del contagiri senti quel formicolio sulle pedane e un po’ al manubrio, ma non è quel vibrare fastidioso che ti addormenta le mani. Ho guidato senza risparmiarmi, tirando le marce e affrontando le salite con decisione. Ovviamente non è una moto che ti strappa le braccia, ma l’erogazione è piena e lineare. Non devo torturare il cambio per farla scorrere e quando arrivano le curve “serie”, mi ritrovo a sorridere dentro il casco.

La ciclistica è sincera, comunicativa. Butto la moto in piega e lei scende progressiva, senza cadere all’interno, piantata sulla traiettoria, grazie anche alla ruota anteriore da 19 pollici che offre un feeling di grande stabilità. ll busto è leggermente caricato in avanti, quel tanto che basta per sentire l’avantreno, ma la schiena resta dritta. Dopo due ore di guida continua non mi sento stanco, la sella piatta e filante in definitiva è accogliente. Frenata? Decisa. Il disco anteriore ha mordente e l’ABS non è mai invasivo, interviene solo quando serve davvero, lasciandomi il piacere di gestire la staccata come piace a me. Anche in uscita dalle curve, il motore della BKX 125 prende giri con decisione e senza incertezze. In men che non si dica mi ritrovo in cima al passo.

Lo Spirito Adventure

Mi fermo a bere un caffè e godermi il paesaggio e vedo una piccola e invitante strada bianca laterale. Penso che sia la situazione giusta, il momento della verità. La BKX 125 è stata presentata come una Crossover Adventure e io voglio vedere se si tratta solo di marketing oppure c’è del vero. Appena entro sullo sterrato mi alzo sulle pedane: la forma del serbatoio mi permette di stringere perfettamente la moto con le gambe e controllarla col bacino.

Sulla terra battuta e sulla ghiaia leggera la moto cambia pelle, si rivela un giocattolo meraviglioso. La ruota anteriore “legge” il terreno anche se le gomme non sono tassellate estreme, la trazione c’è. Dopo qualche chilometro mi fa sentire un piccolo esploratore. Non sto certamente facendo la Dakar, ma per un attimo, con la polvere che si alza dietro di me e il sole che filtra tra i rami del bosco, mi sento libero. E la BKX 125 procede senza tentennamenti quasi a volermi dire: “Perché vuoi fermarti qui? Vediamo cosa c’è dopo quella collina.”

I pensieri al rientro

Torno a casa che è già buio, i fari a LED tagliano l’oscurità con un fascio potente e rassicurante. E poi c’è una strana soddisfazione nel passare davanti ai distributori e tirar dritto. Con un pieno (circa 13 litri), l’autonomia supera i 400 km, fare i 35-40 km con un litro è la normalità. Arrivo a casa, parcheggio e resto a guardarla mentre il motore ticchetta raffreddandosi.

Posso dire che la Benelli BKX 125 non è solo un mezzo di trasporto per andare a scuola o al lavoro. È una moto che, nonostante la cilindrata ridotta, genera emozioni accessibili, ti tratta da motociclista vero. Ti dà sicurezza, ti diverte nelle curve e ti permette quel pizzico di avventura che rompe la monotonia quotidiana e regala attimi di libertà.

Cosa mi è piaciuto: sicuramente il design futuristico e la ciclistica solida come una roccia e leggera come una piuma, sembra sovradimensionata rispetto al motore che peraltro si comporta molto bene, con un discreto allungo e una buona rapportatura del cambio che, a sua volta, si innesta con dolcezza e precisione.

E’ una moto per chi ha 16 anni e vuole conquistare il mondo, ma anche per chi è adulto e vuole una moto bella e di grande studio di design, economica, divertente nell’uso quotidiano, che non teme le uscita fuori porta anche su strade sterrate. È costruita con una solidità che ti invita a maltrattarla un po’, a sporcarla di fango.

E vorrei anche dare una nota di merito al prezzo di €. 3.790 f.c. che davvero rende molto appetibile questa nuova “piccola grande moto” di casa Benelli.

Daniele Licalsi

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